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L'Isola del Mar Ionio, ch'oggidì dicesi di Cefalonia, fù un tempo chiamat Ceffo, ò Chieffali, attribuendol'i Greci tali vocaboli per esprimerla, qual capo era dell'altre Isole, che nel medesimo Mare s'attrovano. Quattro Città ritenne una volta, per il che gli fù imposto il nome Tetrapolis. Agl'antecedenti v'aggiunsero nonostante varij nomi gl'Auttori; one Plinio la disse Melena, il Porcacchi, e altri Samo, over Same, alcuni Dulichio, e Tilebi. Ella e posta tra li gradi di Latitudine settentrionale 37, e 38, e di Longitudine 46, principiandola dalla parte più occidentale dell'Isola del Ferro; secondo il Porcacchi circonda 160 miglia; mà veramente la sua circonferenza e di miglia 170; la sua figura è triangolare; de suoi angoli il più avanzato da Tramontana è il capo Guiscardo, altrimenti detto capo Capra; da levante rimira verso Chiarenza luogo della Morea, e da Tramontana l'Isola di Corfù. Viene quest'Isola da una parte con la punta Schinari di quella del Zante, che discosta 18 miglia a formar il Canale propriamente detto del Zante, pessimo per le borrasche; e dall'altra, ch'è da Capo Guiscardo sin'a Val d'Alessandria, coll'Isola di Teacchi fà il Canale detto Guiscardo, che nella parte più stretta è largo tre miglia. Hà moltiplici ridotti, in che ricoverar si possono addaggiatamente Galee, anzi gross'Armata, perche di molto capaci. Val d'Alessandria, e Porto Agostoli, ch'è il principalissimo, del quale si trattarà a parte. Val di Guiscardo, e Val d'Asso, ch'ambi sono capaci di quattro Galee, ed'il Canale tutto è perfetto per dar fondo. Dividesi l'Isola in sette pertinenze, chesono Argostoli, Liscuri, Finea, Erisso, Pillaro, Samo, Lucatò, sotto de quali vi sono più Ville, e tuute grosse denominate dalle Famiglie, che l'habitano; e la minore sarà di cinquanta Case: gl'habitanti tutti sono bellicosi, e di sollevato ingegno. Sottoposta all'Isola di Cefalonia è quell'anco di Teacchi, della quale pure si dirà a suo luogo; e questa fertilissima d'uve passe, ove gl'Inglesi annualmente fanno il loro carico, dal che ne ricava la Republica grosso provento; produce agrumi di straordinaria grandezza; il frumento quale si semina tutta la Vernata hà il suo raccolto nel Mese di Giugno; le Viti non troppo alzano da Terra, gl'Alberi per lo più fruttificano in Aprile e Novembre; in questo Mese però restano degli primi più piccioli, in quale pure veggonsi quantità de Narcisi, e Giacinti, ed'anco tutto l'Inverno son ordinarie le Rose, e Garofani. Il vento d'Ostro nel tempo d'Estate recca eccessivi calori, che vengono alle volte mitigati dal vento Maestro. E da un Proveditore N. V. governata, e due Consiglieri pur Nobili dal medemo dipendenti, alternativamente un Mese per cadauno il Publico denaio riscuotono, e maneggiano, che durano ambi nell'ufficio 24 Mesi; la sua Città, ch'è Episcopale, ha annessa la Chiesa del Zante. Quel Vescovato fù instituito dal Marchese Rizzardo de Tocchis Principe d'Achaia, e di quest'Isole il secolo duodecimo, al quale assegnò la Decima sopra quantità de beni tanto nella Ceffalonia, che nel Zante, come parimenti nell'Isola di Cefalonia, assegnò a Cannonici per loro entrate la Decima sopra molti Campi. Scrive Strabone, ch'al tempo suo Caio Antonio, zio di Marc'Antonio, quand'egli dimorò fuoruscito nella Cefalonia, dopo il Consolato, ch'egli amministrò in compagnia di Cicerone suo collega, tenendosi tutta l'Isola soggetta, come se fosse un Podere suo particolare, vi principiò ad'edificare, e habitar'una Città; ma non la condusse a fine, perche fù chiamato dall'esilio, e convenne applicarsi a cose maggiori. In Livio si legge, che Marco Fulvio Console havendo soggiogato gl'Etoli, passò in Cefalonia, e mandò intorno a vedere se le Città dell'Isola volevano arrendersi volontariamente à Romani, ò provar la fortuna della Guerra, à che tutte si sommisero fuor che Samo, qual sostenne quattro mesi d'assedio; finalmente fù vinta, e saccheggiata, e i Samei venduti all'incanto. Nel 1224 Fù per atto solamente di stima, ed affetto donata l'Isola di Cefalonia da Caio, che n'era Signore, alla Republica. Nel 1479 Uscì da Gallipoli nel Mar Ionio una grand'Armata Ottomana, invase Cefalonia, ch'era ritornata al Dominio di piccolo Principe, e se n'impadronì. Nel 1499 Congionta all'Armata Veneta, per ordine del Rè Ferdinando la Flotta Spagnola, questa condotta da Consalvo valoroso Capitano, l'altra del Generale Pisani sbarcorno nell'isola per sottomettere la Città, ch'era presidiata da seicento Turchi. V'eressero un Terreno eminente: lo contraposero ad altro fabricatovi dentro da Turchi; cominciaron con questo sormontato vantaggio a contenderli; coloro soprafatti si ritirorno; e a quella parte, chese ne vidde il ritiro, corsivi sotto incontinente i Christiani, e gli stessi Generali Pesaro, e Consalvo andativi, continuò a tempestare il Cannone dall'alto; seguirono maggiormente i difensori a sloggiar da muri; Marc'Orio Gapitano de Vascelli Veneti, e un Spagnuolo d'animo non inferiore, seguiti da buon numero de Soldati furon'i primi ad appoggiarvi le scale, e à salire; saliti spiegaronvi le bandiere; vi andò tantosto confluendo gran numero; tanti montaronvi finalmente, che più non s'oservorn'i Turchi, ch'à fuggire, ad'esser inseguiti, e uccisi; e rstò invasa, e presa tutta la Terra con tutta gloria, arrendendosi la Rocca ancora il giorno dietro; subito il Pesaro non perdendo tempo si pose a presidiare, e guarnir da per tutto; destinò Luigi Salamon al governo della Città; nella Fortezza Giovanni Veniero; per tutta l'Isola Francesco Leone. Mandò gran Nave al Iunco, perche intendendo esservi colà concorsa gran gente ne trasportasse di quà nell'Isola qualche numero, per popolarla, e renderla coltivata; altri d'altra parte v'andorno ad habitarvi volontariamente, e così l'amenità del Paese crebbe, mutato infelice il governo. |