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| S. Maria Maggiore (Book
3) (Map A3)
(Day 2) (View B8)
(Rione Monti)
In this page:
The plate by Giuseppe Vasi
Today's view
The Miracle of the Snow
The Loggia
Coats of arms
Interior
The Plate (No. 48)
The restoration of S. Maria Maggiore was completed by
Pope Benedictus XIV in 1743 with the erection of a large porch designed by Ferdinando Fuga. The view is taken from the green dot in the small 1748 map below.
In the description below the plate Vasi made reference to: 1) A building (pulled down in the XIXth century) belonging to the priests of the Basilica;
2) Bell tower of S. Prassede;
3) Monastero delle Monache Filippine;
4) Canonica (sacristy) della Basilica; 2) and 3) are covered in other pages. Vasi shows S. Maria Maggiore also in
plate 122 (apse of the basilica) and plate 157 (lateral view).
Today
At Vasi's time S. Maria Maggiore was almost isolated among
large villas chiefly Pope Sixtus V's Villa di Termini. Today
the Basilica is in one of the busiest areas of Rome,
close to the Railway Station, however being in a dominant
position today's view is not marred by these alterations:
only too many cars and too many pigeons! Read Henry James's account of his visit to this site in 1873.
Read William Dean Howells' account of his visit to this site in 1908.
You may wish to see the basilica in a 1588 Guide to Rome.
The Miracle of the Snow
S. Maria Maggiore is also called Basilica Liberiana and S. Maria ad Nives (snow): both names make reference to the traditional account of its foundation. On the night before August 5, 358, Pope Liberius saw in his dream the Virgin Mary who told him to build a
church on the site where that night snow would have fallen. A precious (bronze, marble and lapis-lazuli) relief by Stefano Maderno in Cappella Paolina portrays the pope drawing the plan of S. Maria Maggiore on the snow which had fallen on the top of the Esquilino hill.
Although miracles do not call for scientific explanations, hail-storms are not unlikely to occur in Rome in the second half of August: hailstones may whiten the ground for a short time giving the impression of a snowfall. The event is re-enacted every year.
The Loggia
The Loggia is the most convincing work of Ferdinando Fuga,
who respected the old medieval mosaic façade which can still be seen from the
square.
Coats of Arms
Pope Paulus V charged Carlo Maderno with the erection in front of S. Maria Maggiore of a
surviving 46 ft high column of the basilica of Constantine. Maderno designed the little fountain beneath the column. Both are decorated with
the eagles and dragons of the pope. An unusual column showing a cannon topped by the
cross can be seen to the right of S. Maria Maggiore: it was erected by Pope Clemens VIII to celebrate the end of the religion wars in France.
Flaminio Ponzio designed for Paulus V the two buildings we
see on the sides of the façade, but he actually built only one of them (on the right side of the façade). The building on the left side was
erected in 1721-43. They both show a gigantic coat of arms of the pope between two angels.
The two coats of arms seen side by side show the changes in portraying the angels (left the late mannerist angels by Nicolas Cordier and Ambrogio Buonvicino; right the late baroque angels by an unknown artist).
For more about Baroque Angels click here.
Interior
The ceiling of S. Maria Maggiore was designed by Giuliano da Sangallo towards the end of the XVth
century. According to the tradition it was gilded with American gold presented to Pope Alexander VI by
King Ferdinand and Queen Isabella. Alexander VI in 1493 acted as a mediator between Spain and Portugal and he established
a division line between their settlements in South America. The ceiling is decorated with the coats of arms of Alexander VI and of
his uncle Calixtus III (in the picture). The pavement of the main nave partly retains its XIIth century mosaic decoration. There are also some
small mosaics added in 1750 when the interior was restored for the Holy Year (the Roman numbers celebrating the restoration are rather unusual as M (1,000) and
D (500) are replaced by a combination of C and I). The pieces of stones and marbles used for the mosaics have a different resistance to usage.
An original XIIth century mosaic can easily be detected by walking on it with light shoes. The interior retains some fine golden mosaics.
Six popes and many cardinals and other prelates are buried in S. Maria Maggiore. Most of the monuments were built towards the end of the
XVIth century and the first half of the XVIIth century. In this period S. Pietro was in the
process of being completed and decorated and S. Maria Maggiore,
with the opening by Sistus V of Strada Felice (1587 ca.) which allowed easy access to it, became the most important Basilica.
The picture shows (left) a detail of the Monument to Odoardo Santarelli by Alessandro Algardi and (right) a detail of
the Monument to Gerolamo Manili by Cosimo Fancelli. Algardi shows his mastering of relief technique and Fancelli, a scholar of Gian Lorenzo Bernini, his mastering of optical illusion
(see the directory of Baroque Sculpture for other works by Algardi and Fancelli).
Excerpts from Giuseppe Vasi 1761 Itinerary related to this page:
Basilica di S. Maria Maggiore
La gran colonna, che sta nella piazza di questa basilica, è l'unica, come dicemmo, rimasta intiera di
quelle, che ressero il gran tempio della pace, di cui vedemmo le rovine in Campo Vaccino, da dove
fu quì trasportata da Paolo V. il quale vi pose sopra la statua della ss. Vergine fatta di metallo dorato,
e da piede il fonte di acqua perenne.
Questa Basilica prese un tal nome, perchè fu la maggiore tra tutte le altre chiese dedicate alla ss.
Vergine: Si disse ad Nives, ed ancora Liberiana, perchè da Liberio Papa fu eretta e consagrata ad
istanza e spese di Gio. Patrizio Romano per il miracolo della neve; similmente si disse ad Presepe,
perchè in essa si conserva il Presepio di nostro Signore.
Più volte è stata ristaurata: l'ultima ristaurazione però è stata fatta dal Pont. Bened. XIV. col disegno del
Cav. Fuga, il quale fece il principale prospetto colla loggia della benedizione, e portico. I mosaici però
sono antichi fatti da Filippo Rossetti ajutato da Gaddo Gaddi, e la statua di Filippo IV. Re di Spagna fatta
in metallo stava prima nella sagrestia, come protettore e benefattore di quella Basilica. Entrando in
chiesa si vedono le colonne di marmo greco tutte lustrate, e ridotte in uguale proporzione, mentre
prima erano ruvide e ineguali. A destra evvi il deposito di Niccolò IV. e a sinistra quello di Clem. IX.
Il quadro della prima cappella a destra, che rappresenta la ss. Vergine con Gio. Patrizio è opera di
Giuseppe Bastardo; entro la sagrestia, tra l'altre cose si vede la statua di Paolo V. fatta in metallo,
ed alcuni depositi, fra' quali uno dell'Ambasciatore del Re del Congo scolpito dal Bernino; quivi è il
coro per li tempi di estate, e vi sono pitture del Passignani, e sculture del mentovato Bernini.
Seguitando poi il giro delle cappelle, il quadro della ss. Famiglia è opera di Agostino Masucci, e l'altro,
che siegue, di Stefano Pozzi; la cappella del ss. Crocifisso è adorna di marmi preziosi, e vi si conservano
le reliquie, fra le quali la Culla del nostro Salvatore. Siegue dopo la cappella della ss. Nunziata dipinta da
Pompeo Battoni, e poi quella del santissimo Sagramento, eretta con sagra magnificenza da Sisto V. col
disegno di Domenico Fontana; ed è ornata di marmi, sculture, pitture, e metalli dorati.
I quattro Angioli, che si vedono sull' altare di mezzo reggere il tabernacolo di metallo dorato, e
con una mano tenere 4. torce continuamente accese, sono anch'essi di metallo dorato; e l'altare, che si
vede sotto di questo, dicesi del Presepio, perchè vi stanno le pietre e fieno sopra cui fu posato il nostro
divino Redentore quando nacque; e la statua di s. Gaetano col Canto Bambino in braccio, che si vede
nella nicchia sotto le scale, vi fu posta in memoria dell'apparizione, che esso ebbe in quel medesimo luogo
contemplando la notte di Natale un tal mistero. La cappelletta a destra è dedicata a s. Lucia, ed ha il
quadro dipinto a fresco da Paris, Nogari; quella a sinistra dedicata a s. Girolamo, il di cui corpo sta in
quella basilica, ha il quadro dipinto da Salvator Fontana. La statua di Sisto V. a destra fu scolpita
Valsoldino Lombardo, come anco la coronazione del Papa, e l'istoria della Carità in bassorilievo;
la Giustizia è di Niccolò Fiammingo, e gli altri due bassirilievi sono di Egidio Fiammingo; il s. Francesco è
di Flaminio Vacca, ed il s. Antonio di Padova dell' Olivieri. La statua di s. Pio V. è opera di Lorenzo da
Sarzana, come anco l'istoria a man destra, e l'altra a sinistra è del Cordieri; la coronazione del Papa in
bassorilievo è di Stella Milanese, e li due laterali di Egidio Fiammingo. Nell'urna di metallo dorato, che sta
sotto la statua del Santo, vi è il corpo del medesimo. La statua di s. Pietro martire è del Valsoldino, e
quella di s. Domenico di Gio. Batista della Porta. Le pitture, che sono sopra il cornicione, nella cupola,
ed in altri luoghi, sono opere ben condotte da Paris Nogari, da Gio. Batista Pozzo, da Andrea d'Ancona,
da Giacomo Bresciano, da Salvatore Fontana, e da altri. Questa cappella ha la sagrestia propria, ornata
similmente di pitture e stucchi dorati.
Dipoi siegue il ciborio, o altare Papale, e sta dirimpetto alla tribuna modernamente rifatto da Bened.
XIV. ed ornato con 4. preziose colonne di porfido, che prima sostenevano l'antico portico, e con varj
lavori di metallo dorato; la mensa dell'altare consiste in una grande, e preziosa urna di porfido lavorata
mirabilmente da tutte le quattro parti, ed è stata ornata similmente di metalli dorati. Sotto quest' altare si
vede un finestrino, che corrisponde nel sotterraneo, ove sono molte insigni reliquie, che stavano
nell'antico sotterraneo. Il quadro della Natività del Signore, che sta sull'altare della tribuna, è opera
del Mancini, e li mosaici, che sono in alto, di Giacomo Turrigia ordinati da Niccolò IV. l'an. 1286.
l'arcone però fu fatto da Sisto III. l'an. 438. con tutti li mosaici, che vi sono, siccome ancora li altri,
che girano intorno alla nave maggiore, i quali furono poi riattati dal Card. Pinelli Genovese, che fece
ancora tra le finestre le pitture con ornamenti di stucchi dorati. Il gran soffitto fu dorato da Aless. VI.
col primo oro venuto dall'India, donato a quella Basilica dal Re Cattolico.
Dopo l'altra porta laterale, e dirimpetto alla cappella del ss. Sagramento, evvi quella della
ss. Vergine,
eretta da Paolo V. con somma splendidezza. L'altare principale è ornato di maravigliosi diaspri duri,
lapislazzoli, agate, ed altre pietre preziose: le basi delle colonne, i capitelli, il cornicione, il frontespizio, e
i putti con altri ornamenti sono tutti di metallo dorato ed anco il gran bassorilievo, in cui viene
figurato il miracolo della neve; e gli angioli, che con altri ornati reggono la ss. Immagine, furono
cavati da' modelli di Cammillo Mariani, e gettati da Domenico Ferretti; le pitture sulle lunette, ed
arconi doveva farli Guido Reni; ma per gl' impegni, e raccomandazioni le fece il Cav. d'Arpino, e
quelle della cupola Lodovico Cigoli. La statua di Paolo V. posta nel suo deposito è del Silla, il
bassorilievo a destra di Stefano Maderno, e quello a sinistra del Malvicino; la coronazione è
d'Ippolito Buzio, il bassorilievo a destra è del Valsoldo, e l'altro a sinistra, di Francesco Stati, e li
termini, del detto Buzio; la statua di s. Basilio, quella di Davide sono di Niccolò Cordieri, e le pitture
ne' lati della finestra sopra il cornicione con quelle sull'arcone sono di Guido Reni. La statua di
Clemente VIII. nel deposito incontro è del Silla, il bassorilievo a destra è del Malvicino e quello a
sinistra del Mariani, finiti poi dal Mochi; la coronazione è di Pietro Bernini, e li termini a destra, del
detto Bozio, e quelli a sinistra, del Valsoldo. Le pitture ai lati della finestra, e quelle sull'arcone sono di
Guido Reni, fuorchè la Madonna, che fu fatta dal Lanfranco. La cappelletta di s. Carlo Borromeo fu
dipinta da Baldassare della Croce, e quella di s. Francesca Romana dal Baglioni. Questa magnifica
cappella ha similmente la sagrestia propria ornata di stucchi dorati, e pitture del Cav. Passignani.
Siegue dopo la cappella Sforza eretta con architettura del Buonarroti; e si vede il quadro dell'altare
dipinto da Girolamo da Sermoneta, e le pitture a fresco del Nebbia. Ora in questa cappella è stato formato
il coro per il tempo d'inverno. Le pitture a fresco nella cappella, che siegue sono di Baldassare della
Croce, e d'altri. Appresso evvi la cappella de' Sig. Cesi, il di cui quadro è del riferito Sermoneta; quello
però con s Pietro, e s. Paolo è del Novara, l'altro con s. Caterina, di Luigi Gentile, e quell' incontro, di
Carlo Cesi; ma la Santa, che disputa con li dottori, si crede del Canini. I depositi di marmo con urne di
paragone, e statue di metallo sono opere di fra Guglielmo della Porta, e quei di Monsig. Santarelli, e di
Costanzo Patrizi, che stanno in chiesa, sono dell'Algardi.
E' questa una delle sette chiese, ed ancora delle quattro Basiliche, che si visitano nell'anno del
Giubbileo, e però vi è nel portico la Porta santa, come nelle altre tre Basiliche di s. Pietro, di s. Paolo,
e del Laterano.
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